martedì, agosto 27, 2013

E.R.A. • Per Delrio gli italiani in Italia peggio dei colonizzati Maori in Nuova Zelanda.

Articolo pubblicato il 27/08/2013
Per Delrio gli italiani in Italia peggio dei colonizzati Maori in Nuova Zelanda.
L’Italia in ritirata dall’Alto Adige a Sion, Neuchâtel, Wetting, Tolosa, Alessandria, Scutari, Spalato, Mons, Timisoara, Newark, Adelaide, Brisbane, Capodistria e Amsterdam.
Nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto

La prima cosa che fecero gli inglesi colonizzando la Nuova Zelanda fu quella di nominare tutti i territori Maori in inglese e abolendo la toponomastica maori. Come a dire, questa ormai è roba nostra!
Quello che ha permesso il ministro Delrio è ancora più aberrante, permettere il cambiamento della toponomastica dall’italiano al tedesco in territorio italiano, territorio di uno stato sovrano.
Questa volta quindi l’attacco non viene dal blocco anglofono e dalle sue tattiche neoimperialistiche di dominazione linguistico-culturale ma dal cuore stesso dell’Alto Adige, che fa divenire lo statuto speciale di cui gode statuto esclusivo. Escludendo, dal territorio che italiano è, la lingua nazionale in favore di una inutile e pacchiana germanizzazione diffusa.
Ieri, leggendo su Repubblica online, “Potere della politica, dove basta una stretta di mano per cancellare in un amen i posti del cuore, i suoi simboli, i ricordi di una vacanza. La stretta di mano, che al momento doveva restare segreta, è quella tra il ministro agli Affari regionali Graziano Delrio e il governatore altoatesino Luis Durnwalder: nel nome dell'intesa tra Stato ed Alto Adige, ben 135 toponimi italiani sono stati sacrificati (o meglio dire, cancellati) e di loro non rimarrà più alcuna traccia sui cartelli, che conterranno solo i nomi tedeschi” non ho potuto fare a meno di correre sulla pagina FB di Delrio per scrivere il mio sdegno.
Forcella del Santo, Monte Sant'Anna, Malga Zirago, Forcella di Vallunga, la Croda Nera, la Forcella Mezdì e altri centotrenta nomi di cime, malghe e posti da favola sono le nuove vittime illustri di questa follia. C’è mancato un soffio che anche l'Alta vetta della Vetta d'Italia diventasse Lausitzer Weg) e Malga Sasso ricevesse un nuovo battesimo germanico come Steinalmen.
Vi piace?
Merita aggiungere quello che i giornali non dicono, e cioè le motivazioni per le quali proprio adesso tanti e tali attentati alla nostra lingua e alla nostra storia - la quale pure si esprime anche linguisticamente - hanno luogo proprio in questi frangenti. Esse sono tutte date dal modo in cui l’Italia ha abbandonato la propria lingua e la propria cultura a sé stessa, senza alcun investimento. Cosa dire del fatto che ulteriori 14 sedi consolari saranno soppresse già a partire dal prossimo settembre, dopo già le sedici già soppresse dal 2010 ad ora?
Non ci stancheremo mai di dirlo, se persino il Ministero dell’Istruzione si schiera contro il TAR Lombardia per eliminare completamente la lingua italiana dall’alta formazione del Politecnico di Milano e se il fenomeno si diffonde a macchia d’olio? Come stupirsi se genti che pur in territorio italiano sono anti italiane e ne approfittano per togliere la lingua italiana dalla toponomastica di quei territori?
Se sotto la violenza dell’invasione anglofona che ci toglie soldi, ricchezza e prestigio non sappiamo fare di meglio che “appecoronarci”, come dice Dario Fo proprio a proposito del caso Politecnico, non possiamo certo cadere dalle nuvole.
Certo, esiste l’articolo 6 della nostra Costituzione. Quella Costituzione che, si sa, tutti chiamano bellissima e nessuno si preoccupa di mettere in pratica, nonché di cambiare laddove non riesce più a mettere il paese al riparo dai pericoli dei tempi troppo cambiati. Ma fra la tutela delle minoranze linguistiche e creazione di regioni eversive e anti italiane che schiacciano sistematicamente l’identità nazionale del paese ci sono ovvie differenze.
Forse la nostra Costituzione sarà sì bellissima, ma non altrettanto chiara. E soprattutto non tiene conto della capacità autolesionistica dell’Italietta di interpretarne nel modo più deteriore concetti fondamentali.
Peccato non avere un Ministero dell’Italofonia come ha la Francia e una legge Toubon, che assicura l'uso della lingua francese nelle pubblicazioni governative, nelle pubblicità, nei luoghi di lavoro, nei contratti e nelle contrattazioni commerciali, nelle scuole finanziate dallo stato e in altre situazioni.
Peccato non avere dei ministri degni di questo nome anziché figure men che mediocri, impreparati e masochisti, che denigrerebbero una seria legge sulla lingua italiana come un atto di imposizione neonazionalista là dove sarebbe solo un atto di rispetto verso gli italiani e un efficace strumento anti Sfascista.
Fonte: http://www.patriaeuropea.it/forum/viewtopic.php?t=8878&p=12941#p12941
Dal blog di Paolo Bill Valente
Toponimi in una terra trilingue

In una terra trilingue ogni gruppo linguistico deve poter decidere in autonomia sui propri usi linguistici. Stato e Provincia devono farsene garanti, anziché parteggiare per l’uno o per l’altro.
Von  Paolo Bill Valente
27.08.2013,

Toponimi? Il problema di fondo, che molti non percepiscono chiaramente, non è quanti, quali, bilingui, monolingui...
Il problema di fondo è la salvaguardia del principio secondo il quale un gruppo linguistico non può decidere sugli usi (linguistici) di un altro gruppo linguistico (minoritario). È un principio che si pone a fondamento di una convivenza autentica e non solo di facciata.
In pratica: in Alto Adige solo “i tedeschi” devono avere la facoltà di decidere quali sono i “nomi tedeschi” da usare. Così pure “gli italiani” e i ladini.
Secondo problema. La toponomastica non è materia di trattative e compromessi, men che meno tra Stato e Provincia. Ciò che ne emerge infatti è un’immagine distorta e pericolosa per l’autonomia, ovvero che la “Provincia tedesca” difende le “ragioni tedesche” e lo “Stato italiano” le “ragioni italiane”.
Non è così, non può essere così e non deve neppure apparire così.
Provincia e Stato sono al servizio del bene comune di tutta la popolazione (con particolare attenzione ai gruppi minoritari).

Fonte: salto.bz
COME CAMBIA DI FATTO LO STATUTO D'AUTONOMIA CON L'ACCORDO FITTO-DELRIO-SVP:


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 agosto 1972, n. 670

Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige.

Art. 8.
Le province hanno la potesta' di emanare norme legislative entro i limiti indicati dall'art. 4, nelle seguenti materie:
1) omissis
2) toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano;

*ACCORDO FITTO-DELRIO-SVP:
2) toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano; la toponomastica tedesca si intende estesa a tutti i luoghi, quella italiana si intende estesa a discrezione del gruppo linguistico tedesco.
 STATUTO SPECIALE TRENTINO ALTO ADIGE:
Art. 101.
Nella provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza ed approvata la dizione.

 *ACCORDO FITTO-DELRIO-SVP:
Art. 101
Nella provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua italiana, anche la toponomastica italiana, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza ed approvata la dizione.*
*Il gruppo linguistico italiano è rappresentato in consiglio provinciale nella misura del 20% circa dei consiglieri provinciali

lunedì, agosto 26, 2013

Toponomastica: lettera aperta al Ministro Del Rio
 26 agosto 2013

Oggi nella mia posta elettronica ho trovato la replica del Ministro – spedita da una sua segretaria, la dott.ssa Luisa Gabbi –  a una mail di un cittadino infuriato dopo aver letto Repubblica (pagine 17: “Alto Adige, la montagna parla solo tedesco”). Ne ho approfittato per dire la mia al Ministro.
Buon giorno dott.ssa Gabbi, e per Suo tramite buon giorno signor ministro Del Rio,
ho ricevuto la vostra replica all’articolo di Repubblica.
Sono Consigliere Regionale del Trentino Alto Adige Südtirol del partito dei Verdi-Grüne-Verc e come può immaginare tengo molto alla convivenza sul nostro territorio. La questione della toponomastica è alimentata artificialmente come conflitto etnico da politici che non hanno migliori argomenti per raccogliere voti. Credo vada applicato il buonsenso e la comprensione reciproca.
Sono stato eletto in una lista interetnica e il mio gruppo consiliare è composto da me, italiano, e il collega Hans Heiss, storico di lingua tedesca. Questo per dirLe che il mio punto di vista non perde mai di vista il punto di vista dell’altro gruppo.
Tuttavia Le posso assicurare che non fa una bella impressione prima sentirsi dire che l’intesa di luglio sul punto toponomastica è “coperta da segreto” e poi dopo un mese dover leggere sui giornali l’elenco di nomi italiani che dovranno essere cancellati.
A parte le reazioni fascistoidi che ci arrivano da persone che non conoscono la situazione, e a parte le esagerazioni dell’articolo di Repubblica (la montagna continuerà a parlare anche italiano) l’elenco delle cancellazioni crea frustrazione e depressione nella popolazione locale di lingua italiana e non crea euforia nel mondo di lingua tedesca, dove per i più la toponomastica non è più un tema e per chi invece ci si è fissato e non molla questa cancellazione è troppo poco.
L’intesa raggiunta non mi pare molto solida. E la questione, ci scommetto, resterà aperta.
Le faccio inoltre anche presente – e tramite Lei al Ministro – una contraddizione che è contenuta nel vostro comunicato e nell’intesa. Scrivete: “…laddove siano riportate in forma monolingue tedesca denominazioni riferite a sentieri, masi, malghe e monti, le medesime denominazioni non si estendono alle località e ai Comuni”.
Dov’è la contraddizione? Le spiego con un esempio. Uno dei comuni dell’alta Val Venosta si chiama Graun, in italiano Curon. E’ molto famoso perché è il comune che fu “spostato” a monte negli anni ’50 quando Edison costruì la enorme diga di Resia, che fece andare sott’acqua il vecchio paese, di cui ora spunta solo il vecchio campanile in mezzo al lago.
Ora, sopra Curon-Graun c’è la “Malga di Curon” che in tedesco si dice “Grauner-Alm”, dove Alm vuol dire malga e quel “er” aggiunto a Graun è il genitivo. “Malga di Curon”, appunto. Stessa cosa per il “Monte di Curon”, più sopra, che in tedesco si chiama “Grauner Berg”.
Ora, secondo l’intesa i toponimi “Malga di Curon” e “Monte di Curon” dovrebbero essere cancellati, restando solo il termine tedesco.
Il primo problema è come la mettiamo col genitivo: si dirà “Monte Grauner” o “Monte Graun”? Ma questa è materia per i grammatici.
Il secondo problema è di coerenza. Poiché il nome “Curon” continuerà a indicare anche in italiano il paese, perché mai questa denominazione non deve essere usata anche negli altri casi in cui ricorre?
Di questo passo in futuro la faccenda potrebbe complicarsi alquanto: abbiamo anche “Seiser Alm”, che in italiano è “Alpe di Siusi”: luogo notissimo in Europa. A qualcuno verrà in mente di proporre un “Alpe di Seis”?
Lo dico per paradosso, ma voglio farLe capire che certe intese sono una cosa a Roma e un’altra se poi calate sul territorio.
Tenga anche conto che le 1.526 denominazioni su cui c’è l’accordo non sono tutti i nomi del Sudtirolo! Quelli saranno 400 mila. Questi 1.526 nomi sono quelli che i carabinieri hanno trovato sui cartelli che erano bilingui e che sono stati sostituiti con cartelli monolingui. Per cui l’accordo sui 1.526 non comporta necessariamente l’accordo sugli altri trecentonovantamila e rotti.
Qui ci vorrebbe una legge, e il Consiglio provinciale ha fatto una legge che però il governo ha impugnato.
Io non ho votato a favore di questa legge, nonostante questo posso dirLe che l’unico punto positivo che c’era nella legge era che non si facevano elenchi di nomi da cancellare o mantenere, ma si diceva: facciamo una cartografia ufficiale della Provincia e fissiamo solo i criteri. Poi la cartografia la fa una commissione tecnica.
Si può discutere (e si è discusso e la Svp si è fatta sfuggire per testardaggine l’occasione per trovare un’intesa storica, di cui c’erano tutte le condizioni, non con Roma, ma tra tutti i gruppi linguistici di questo territorio!) sui criteri, sulla composizione della commissione, sui modi in cui la commissione decide, ma la cosa positiva – lo ripeto -  era che era una legge procedurale, che indicava un metodo e non l’elenco dei nomi morti e di quelli sopravvissuti.
Adesso voi da Roma ripartite proprio di lì, dalla lista dei nomi da cancellare e di quelli da mantenere. E noi Consiglieri regionali ce la dobbiamo leggere sui giornali. Mi capirà: non è un bel passo avanti!
Ma questo è sempre il destino degli accordi presi nelle stanze chiuse e lontane, da quattro persone quattro. Non potevate chiedere, che so, magari al Consiglio provinciale, cioè al potere legislativo democraticamente eletto? Non potevate venire a Bolzano e convocarci tutti insieme, tutte le parti politiche, di tutti i gruppi linguistici?
Magari in futuro troverete il modo. Io lo spero.
Cordiali saluti,
Riccardo Dello Sbarba
Consigliere regionale/provinciale dei Verdi-Grüne-Verc del Trentino Alto Adige-Südtirol

Fonte: http://riccardodellosbarba.wordpress.com/2013/08/26/toponomastica-lettera-aperta-al-ministro-del-rio/

Il MINISTRO Delrio: verso una soluzione
per la cartellonistica sui sentieri di montagna in alto adige
L'intesa sui toponimi italiani e tedeschi cui il Ministero per gli Affari regionali per conto del governo e il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Durnwalder, hanno lavorato rappresenta un approdo importante per poter giungere dopo decenni a una soluzione condivisa sui nomi dei sentieri, delle cime  e delle valli e malghe di montagna” lo afferma il Ministro per gli Affari regionali, le Autonomie e lo Sport, Graziano Delrio a precisazione di alcuni articoli e servizi giornalistici apparsi in queste ore.
L'accordo è del 1° agosto 2013 ed  è volto in particolare a dare attuazione al Protocollo d'intesa siglato il 22 settembre 2010, riprendendone il lavoro.
Ha per oggetto non già la questione generale della toponomastica in tutto l’Alto Adige, ma la sola cartellonistica sui sentieri di montagna.
Le denominazioni approvate dall’Accordo sono ben 1.526, individuate dalla Commissione istituita sulla base del Protocollo d'intesa.
Di queste 1.526 denominazioni per la maggior parte bilingui, per meno di un decimo, cioè 132 denominazioni,  analiticamente esaminate dal Commissario di Governo e dal Ministero, si è utilizzato il toponimo tedesco originario, ritenendolo non correttamente traducibile in italiano, ma accompagnandolo, in italiano, con la descrizione tipologica: “malga”, “cima”, “monte” e così via.
Una scelta compiuta in base a criteri in linea con i principi statutari, illustrati nella relazione di accompagnamento alla proposta elaborata dalla Commissione paritetica istituita nel 2010, ivi compreso il criterio secondo il quale laddove siano riportate in forma monolingue tedesca denominazioni riferite a sentieri, masi, malghe e monti, le medesime denominazioni non si estendono alle località e ai Comuni.
Un ulteriore approfondimento è stato riservato a una decina di denominazioni che  sono state ritenute particolarmente controverse e per le quali è stato concordato di procedere ad ulteriori approfondimenti.
Dal punto di vista politico questa intesa va nella direzione di una conquista della convivenza e del bilinguismo – afferma il Ministro Delrio –   Non si raggiungono intese tra le parti se si resta arroccati, ma solo se si è disposti a costruire ponti e attraversare confini. Dal nostro punto di vista non si tratta affatto di uno scontro tra culture, ma, al contrario, dell’avvicinarsi di una soluzione per un problema aperto da anni. E questo grazie a piccoli sacrifici e con soddisfacenti acquisizioni da entrambe le parti”.
26 agosto 2013
Fonte: Ufficio Stampa Ministro Regioni Delrio

mercoledì, agosto 07, 2013


Toponomastica: contro i miti etnici

Contro i miti etnici è il titolo di un bel libro di Stefano Fait e Mauro Fattor sul sistema Alto Adige ed un capitolo è dedicato proprio alla toponomastica. Se si vuole capire veramente il modello di potere che domina l'Alto Adige si legga quel libro e si eviterà di cadere nella trappola nazionalista che la rappresentanza politica altoatesina di lingua tedesca tende ancor oggi alla classe politica nazionale.
Emblematico è il caso della toponomastica: i due maggiori partiti nazionali (PD e PDL) pensavano di risolvere una volta per tutte la questione della toponomastica in Alto Adige.
Detto fatto. Nel settembre 2010 a Bolzano l'allora ministro delle regioni Fitto sottoscrisse con il comandante dell'Alto Adige un accordo sui segnavia di montagna apposti dall'associazione alpinistica di lingua tedesca utilizzando di proposito quasi esclusivamente nomi tedeschi.
Non si raggiunse l'accordo su tutti i nomi, ma con il nuovo governo Letta la questione è ritornata in movimento e, sempre in ossequio alla tutela della minoranza di lingua tedesca, si è trovato l'accordo eliminando diversi nomi italiani. Il fatto inquietante però è che si è introdotta una gerarchia nella toponomastica dove i nomi tedeschi sono “storici” e quindi unici titolati ad essere ufficialmente utilizzati, mentre quelli italiani non sono “storici” ma “inventati” e quindi possono essere eliminati a piacimento.
Ma perché i partiti di lingua tedesca mirano ad eliminare i nomi italiani?
La risposta la dà proprio il libro di Fait e Fattor (riporto per sommi capi la tesi dei due autori del libro):
Il processo di smaterializzazione della centralità della terra e la questione della proprietà spinge le forze politiche di lingua tedesca verso “la nuda potenza del simbolo”, i nomi di luogo si prestano per riaffermare il controllo del territorio e la toponomastica italiana rende più difficoltosa la costruzione del percorso identitario collettivo. Vi è però anche un altro fattore ovvero la negazione di qualsiasi profondità temporale. Si assume quindi un atteggiamento antistorico in una dimensione misticheggiante, la mistica dello spazio tirolese. “Appena due dita sotto quella mistica del Volk che tanta parte ha avuto nelle fortune del nazionalsocialismo”, così Fait e Fattor.
Tirando le somme: lungi dall'aver garantito un diritto alla minoranza di lingua tedesca – che sarebbe soddisfatto attuando semplicemente quanto contenuto nello statuto d'autonomia – ancora una volta si è rafforzato il nazionalismo tirolese.
La via equa per affrontare la questione sarebbe stata quella di lasciar decidere ad ogni gruppo linguistico (italiano, tedesco e ladino) quale toponomastica vuole. Un processo certamente più democratico.

lunedì, agosto 05, 2013

Memorandum condiviso dal Presidente del Consiglio dei Ministri ed il
Presidente della Provincia di Bolzano in occasione dellincontro del
5.8.2013 in Bolzano

II Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Presidente della Provincia di Bolzano
- facendo seguito ai recenti incontri, impegni, contatti e corrispondenza intercorsi;
- in ossequio alla storia, alla cultura, alla tradizione e vocazione autonomistica del territorio della
Provincia autonoma di Bolzano, e alle ragioni dellancoraggio internazionale dellautonomia
speciale alla stessa riconosciuta,
- allo scopo di rafforzare i momenti di collaborazione tra le istituzioni statali e provinciali, anche
mediante lindividuazione di soluzioni propedeutiche alla cessazione del contendere in materia di
finanza pubblica, commercio al dettaglio, urbanistica, produzione energetica e altre dinanzi alla Corte costituzionale, che rischiano di menomare lazione amministrativa;
convengono di attivare un'azione congiunta e programmata finalizzata a conseguire
- in tempi rapidi:
la nomina delle Commissioni paritetiche dei seie dei dodici e il conseguente avvio dei loro lavori una proposta legislativa, nel rispetto della competenza statale, in materia di distanze minime tra i fabbricati e in materia di limitazioni allesercizio di attività commerciali nel verde agricolo o alpino e nelle aree destinate allinsediamento di attività produttive.
la possibilità, nellambito dei tavoli tecnici già attivati tra il Governo e le Regioni a statuto speciale,
di prevedere in sede di revisione dellIMU, la spettanza del gettito di tale imposta ai comuni siti nel
territorio della provincia di Bolzano (e di Trento).
un'applicazione coerente con i principi che hanno ispirato listituzione del Fondo per i Comuni
Confinanti.
la revisione della norma di attuazione in materia di Parco nazionale dello Stelvio in collaborazione
con la Regione Lombardia.
- nel medio termine
la rivisitazione dellAccordo di Milano finalizzata a rafforzare il ruolo delle due province autonome nella gestione delle entrate tributarie
alla definizione delle forme e dei modi di compartecipazione al debito pubblico da parte delle due
province autonome fermo restando che queste possano decidere autonomamente con quali concrete
misure di risparmio vanno raggiunti gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici.
Al riguardo si dà atto, che per il 7 di agosto p.v. è convocato un incontro tecnico tra rappresentanti del MEF, degli Affari regionali e delle due province autonome per un primo approccio a tali problematiche, compreso il superamento del contenzioso già deciso e ancora pendente dinanzi alla Corte costituzionale.

domenica, agosto 04, 2013

Incontro con Delrio
L'ennesimo colpo di mano dell'SVP sulla toponomastica

Sono all'insegna dell'insofferenza e dell'indignazione le reazioni politiche che fioccano in queste ore in merito alla "fuga in avanti" operata dall'SVP sul tema dei toponomi.
Luca Sticcotti
03.08.2013

E' una scena già vista. Mille volte. Fissata con l'ennesima foto di gruppo della delegazione SVP con Landeshauptmann, Obmann e parlamentari, tutti sorridenti insieme al ministro di turno. Anche il fatto che il ministro abbia probabilmente le ore contate fa parte tradizionalmente del gioco. L'unico volto un po' perplesso e imbronciato pare essere quello di Kompatscher, costretto a recitare una parte forse non sua.

Ma... qual è la sostanza dell'"accordo"?

Eccola. Il 10% dei toponomi rimarrà solo in tedesco, 45% delle altre denominazioni sarà sempre solo in tedesco con l'accompagnamento di un appellativo (via, sentiero, percorso ecc... ) in lingua italiana. E su le poche decine di toponomi "odiosamente tolemeiani" la SVP decide di fare buon viso sotto lo sguardo compiaciuto del ministro per gli affari regionali Graziano Delrio.

PD non pervenuto. O meglio: presenza del grande tessitore Gianclaudio Bressa ma solo nel backstage, Francesco Palermo non coinvolto e vertici provinciali accorsi a richiamare il passaggio necessario per la commissione dei 6 "per riaggiustare le cose".

Ma veniamo ai commenti.

Il primo ad alzare gli scudi è Alessandro Urzì, leader di Alto Adige nel cuore.
«In quanto accaduto la cosa più grave è l'isolamento assoluto riservato al gruppo linguistico italiano. La prepotenza con cui PD e PDL hanno sostanzialmente lasciato fare al ministro Delrio il lavoro sporco, in un inciucio trasversale mai visto prima. L'aspetto più mortificante è legato al fatto che si stanno assumendo decisioni sul futuro della dimensione identitaria delle comunità linguistiche in Alto Adige, ed una di esse è esclusa totalmente.»
Urzì mette in discussione anche il possibile tampone rappresentato dalla Commissione dei Sei.
«La stessa natura della Commissione dei 6 esclude la globalità della comunità. Essa viene espressa dalla maggioranza politica nazionale e dalla maggioranza politica locale (ossia la Svp). Le sue decisioni sono assunte formalmente dal Governo. Ancora una volta la stragrande maggioranza del gruppo linguistico italiano sarà escluso da ogni tipo di intervento.»
Urzì punta il dito denunciando nel merito addirittura un doppio golpe. Innanzitutto contro l'autonomia a proposito del carattere "aggiuntivo" dei toponimi di lingua tedesca, che con l'accordo preso diventerebbe invece sostitutivo. Ma poi anche contro la Consulta Costituzionale che prossimamente si dovrà pronunciare in merito alla legge provinciale voluta dall'SVP, nonostante i lamenti delle opposizioni ed i mal di pancia dei partner di giunta.

Lo sgarbo alla Coste Costituzionale viene sottolineato anche dal candidato provinciale di Sel Lorenzo Sola, che però lamenta anche la necessità di farla finita con la prassi di porre il tema della toponomastica al centro delle campagne elettorali.
«I problemi sono altri: disoccupazione, disponibilità reddituale delle famiglie. E poi in questo vanno evitate le forzature che creano divisioni non tanto tra le forze politiche, quanto piuttosto tra i cittadini che non sono stati coinvolti nel dibattito.»
Sola entra anche nel merito di un altro "tema" di fondamentale importanza per SVP e che sarà verosimilmente al centro degli accordi di coalizione.
«Questo modo di procedere è un brutto viatico anche nell'ottica dell'autonomia integrale. E' molto grave se i partiti di maggioranza decidono vita morte e miracoli senza il coinvolgimento di tutte le componenti della società e dei cittadini. In questo modo viene messo in discussione l'avvio stesso di un dialogo sull'autonomia integrale.»

Se c'è chi liquida la questione con una battuta - la grillina Maria Teresa Fortini vede solo «limoni elettorali Pd(-Lini) spremuti e gettati» - c'è anche chi, nel PD, usa toni tutt'altro che diplomatici e concilianti nei confronti dell'SVP. E' il caso del "renziano" Carlo Bassetti.
«Per me è una fuga all'indietro più che in avanti e con l'avvicinarsi delle elezioni arriverà il peggio. Lisciare il pelo ai gangli di nazionalismo becero ed ignorante che nelle valli ancora si annidano, mi sembra sia la misura della qualità politica dell'SVP in questo momento.»
Anche Bassetti però si affretta a gettare anche acqua sul fuoco.
«In ogni caso la cosa non mi sembra poi così grave, perché credo con tutta onestà che le generazioni degli under 40 della toponomastica comincino veramente a fregarsene perché i problemi sono altri.»
Per Bassetti anche il pragmatismo manifestato da Durnwalder nella "digestione" dei toponimi più discussi, come l'odiata "Vetta d'Italia" è frutto di onestà politica. Ma Bassetti torna a pungere, affermando con sarcasmo di essere sicuro che «in ognuno di quei luoghi comunque arriverà una strada costruita dalla provincia per mettere al riparo i voti del partito.»
Bassetti spende parole anche in merito al bassissimo profilo scelto da Kompatscher in questa fase.
«Per me è legato al fatto che non vuole creare attriti prima delle elezioni, ma sono altrettando convinto e speranzoso che nel momento in cui andrà a sedersi sulla poltrona di Landeshauptmann il sindaco di Fiè opererà un colpo di spugna su questo modo increscioso di fare politica.»
L'ultima stoccata Bassetti la riserva al suo partito, osservando con onestà che il citato "modo di fare politica accomuna in questa fase l'SVP al PD.
Attendendo un mondo migliore.

falso problema?
Paolo Bill Valente 03.08.2013, 15:42
A chi sostiene che la toponomastica sia un falso problema, vorrei dire che sì, ci sono questioni molto più importanti.
La toponomastica non è in sé un problema, ma è (e molto) un indicatore della salute nei rapporti tra i gruppi.
In particolare (non solo in Alto Adige) della capacità del gruppo più forte di rispettare il gruppo più debole.
E' un indicatore della capacità di fare i conti con la storia guardando al presente e al futuro.
E' un indicatore della capacità di fare le proprie scelte non per motivi elettoralistici ma in considerazione del "bene comune".
E' un indicatore della buona fede delle persone che sostengono che "la compresenza di più culture e lingue è la nostra ricchezza".
Sul piano personale, poi, se io sento forte l'impulso a cancellare i nomi che altri usano come propri, ecco, questo non lo considererei un falso problema. Possiamo dargli il nome che vogliamo (intolleranza, etnocentrismo, neotolomeismo), ma quel singolo che ne soffre, è bene che se ne liberi.

Da: salto.bz

COME CAMBIA DI FATTO LO STATUTO D'AUTONOMIA CON L'ACCORDO DELRIO-SVP:


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 agosto 1972, n. 670
Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige.

Art. 8.
Le province hanno la potesta' di emanare norme legislative entro i limiti indicati dall'art. 4, nelle seguenti materie:
1) omissis
2) toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano;

*ACCORDO DELRIO-SVP:
2) toponomastica, fermo restando l'obbligo della bilinguità nel territorio della provincia di Bolzano; la toponomastica tedesca si intende estesa a tutti i luoghi, quella italiana si intende estesa a discrezione del gruppo linguistico tedesco.
 STATUTO SPECIALE TRENTINO ALTO ADIGE:
Art. 101.
Nella provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua tedesca, anche la toponomastica tedesca, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza ed approvata la dizione.

 *ACCORDO DELRIO-SVP:
Art. 101
Nella provincia di Bolzano le amministrazioni pubbliche devono usare, nei riguardi dei cittadini di lingua italiana, anche la toponomastica italiana, se la legge provinciale ne abbia accertata l'esistenza ed approvata la dizione.*
*Il gruppo linguistico italiano è rappresentato in consiglio provinciale nella misura del 20% circa dei consiglieri provinciali