E.R.A. • Per Delrio gli italiani in Italia peggio dei colonizzati Maori in Nuova Zelanda.
Articolo pubblicato il 27/08/2013
La prima cosa che fecero gli inglesi colonizzando la Nuova Zelanda fu quella di nominare tutti i territori Maori in inglese e abolendo la toponomastica maori. Come a dire, questa ormai è roba nostra!
Per
Delrio gli italiani in Italia peggio dei colonizzati Maori in Nuova
Zelanda.
L’Italia in ritirata dall’Alto Adige a Sion, Neuchâtel, Wetting, Tolosa, Alessandria, Scutari, Spalato, Mons, Timisoara, Newark, Adelaide, Brisbane, Capodistria e Amsterdam.
Nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto
L’Italia in ritirata dall’Alto Adige a Sion, Neuchâtel, Wetting, Tolosa, Alessandria, Scutari, Spalato, Mons, Timisoara, Newark, Adelaide, Brisbane, Capodistria e Amsterdam.
Nota di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto
La prima cosa che fecero gli inglesi colonizzando la Nuova Zelanda fu quella di nominare tutti i territori Maori in inglese e abolendo la toponomastica maori. Come a dire, questa ormai è roba nostra!
Quello che ha permesso il ministro
Delrio è ancora più aberrante, permettere il cambiamento della
toponomastica dall’italiano al tedesco in territorio italiano,
territorio di uno stato sovrano.
Questa volta quindi l’attacco non viene dal blocco anglofono e dalle sue tattiche neoimperialistiche di dominazione linguistico-culturale ma dal cuore stesso dell’Alto Adige, che fa divenire lo statuto speciale di cui gode statuto esclusivo. Escludendo, dal territorio che italiano è, la lingua nazionale in favore di una inutile e pacchiana germanizzazione diffusa.
Questa volta quindi l’attacco non viene dal blocco anglofono e dalle sue tattiche neoimperialistiche di dominazione linguistico-culturale ma dal cuore stesso dell’Alto Adige, che fa divenire lo statuto speciale di cui gode statuto esclusivo. Escludendo, dal territorio che italiano è, la lingua nazionale in favore di una inutile e pacchiana germanizzazione diffusa.
Ieri, leggendo su Repubblica
online, “Potere della politica, dove basta una stretta di mano per
cancellare in un amen i posti del cuore, i suoi simboli, i ricordi di
una vacanza. La stretta di mano, che al momento doveva restare
segreta, è quella tra il ministro agli Affari regionali Graziano
Delrio e il governatore altoatesino Luis Durnwalder: nel nome
dell'intesa tra Stato ed Alto Adige, ben 135 toponimi italiani sono
stati sacrificati (o meglio dire, cancellati) e di loro non rimarrà
più alcuna traccia sui cartelli, che conterranno solo i nomi
tedeschi” non ho potuto fare a meno di correre sulla pagina FB di
Delrio per scrivere il mio sdegno.
Forcella del Santo, Monte
Sant'Anna, Malga Zirago, Forcella di Vallunga, la Croda Nera, la
Forcella Mezdì e altri centotrenta nomi di cime, malghe e posti da
favola sono le nuove vittime illustri di questa follia. C’è
mancato un soffio che anche l'Alta vetta della Vetta d'Italia
diventasse Lausitzer Weg) e Malga Sasso ricevesse un nuovo battesimo
germanico come Steinalmen.
Vi piace?
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Merita aggiungere quello che i
giornali non dicono, e cioè le motivazioni per le quali proprio
adesso tanti e tali attentati alla nostra lingua e alla nostra storia
- la quale pure si esprime anche linguisticamente - hanno luogo
proprio in questi frangenti. Esse sono tutte date dal modo in cui
l’Italia ha abbandonato la propria lingua e la propria cultura a sé
stessa, senza alcun investimento. Cosa dire del fatto che ulteriori
14 sedi consolari saranno soppresse già a partire dal prossimo
settembre, dopo già le sedici già soppresse dal 2010 ad ora?
Non ci stancheremo mai di dirlo,
se persino il Ministero dell’Istruzione si schiera contro il TAR
Lombardia per eliminare completamente la lingua italiana dall’alta
formazione del Politecnico di Milano e se il fenomeno si diffonde a
macchia d’olio? Come stupirsi se genti che pur in territorio
italiano sono anti italiane e ne approfittano per togliere la lingua
italiana dalla toponomastica di quei territori?
Se sotto la violenza dell’invasione anglofona che ci toglie soldi, ricchezza e prestigio non sappiamo fare di meglio che “appecoronarci”, come dice Dario Fo proprio a proposito del caso Politecnico, non possiamo certo cadere dalle nuvole.
Se sotto la violenza dell’invasione anglofona che ci toglie soldi, ricchezza e prestigio non sappiamo fare di meglio che “appecoronarci”, come dice Dario Fo proprio a proposito del caso Politecnico, non possiamo certo cadere dalle nuvole.
Certo, esiste l’articolo 6 della
nostra Costituzione. Quella Costituzione che, si sa, tutti chiamano
bellissima e nessuno si preoccupa di mettere in pratica, nonché di
cambiare laddove non riesce più a mettere il paese al riparo dai
pericoli dei tempi troppo cambiati. Ma fra la tutela delle minoranze
linguistiche e creazione di regioni eversive e anti italiane che
schiacciano sistematicamente l’identità nazionale del paese ci
sono ovvie differenze.
Forse la nostra Costituzione sarà
sì bellissima, ma non altrettanto chiara. E soprattutto non tiene
conto della capacità autolesionistica dell’Italietta di
interpretarne nel modo più deteriore concetti fondamentali.
Peccato non avere un Ministero dell’Italofonia come ha la Francia e una legge Toubon, che assicura l'uso della lingua francese nelle pubblicazioni governative, nelle pubblicità, nei luoghi di lavoro, nei contratti e nelle contrattazioni commerciali, nelle scuole finanziate dallo stato e in altre situazioni.
Peccato non avere dei ministri degni di questo nome anziché figure men che mediocri, impreparati e masochisti, che denigrerebbero una seria legge sulla lingua italiana come un atto di imposizione neonazionalista là dove sarebbe solo un atto di rispetto verso gli italiani e un efficace strumento anti Sfascista.
Fonte:
http://www.patriaeuropea.it/forum/viewtopic.php?t=8878&p=12941#p12941Peccato non avere un Ministero dell’Italofonia come ha la Francia e una legge Toubon, che assicura l'uso della lingua francese nelle pubblicazioni governative, nelle pubblicità, nei luoghi di lavoro, nei contratti e nelle contrattazioni commerciali, nelle scuole finanziate dallo stato e in altre situazioni.
Peccato non avere dei ministri degni di questo nome anziché figure men che mediocri, impreparati e masochisti, che denigrerebbero una seria legge sulla lingua italiana come un atto di imposizione neonazionalista là dove sarebbe solo un atto di rispetto verso gli italiani e un efficace strumento anti Sfascista.
