venerdì, febbraio 11, 2011


DURNWALDER: IL GRUPPO LINGUISTICO TEDESCO NON HA NULLA DA FESTEGGIARE.
NAPOLITANO LO BACCHETTA: VANNO RAPPRESENTATI TUTTI
ANSA 11 febbraio 2011, 18:32

NAPOLITANO BACCHETTA DURNWALDER
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ieri inviato una lettera al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano nella quale ha espresso "sorpresa e rammarico" per le espressioni con le quali l'on. Durnwalder ha commentato la decisione di non aderire alle celebrazioni del 150 dell'Unità d'Italia.
"Il Capo dello Stato - si legge nella nota - ha rilevato che il Presidente della provincia di Bolzano non può parlare a nome di una pretesa 'minoranza austriaca' dimenticando di rappresentare anche le popolazioni di lingua italiana e ladina, e soprattutto che la stessa popolazione di lingua tedesca è italiana e tale si sente nella sua larga maggioranza". "Il Presidente della Repubblica - conclude la nota del Quirinale - ha espresso quindi la propria fiducia che l'intera popolazione della provincia di Bolzano possa riconoscersi pienamente nelle celebrazioni della nascita dello Stato italiano, nello spirito dei principi sanciti dagli articoli 5, 6 ed 11 della Costituzione repubblicana".
DURNWALDER A NAPOLITANO, NON CI SARO'
''Il gruppo linguistico tedesco non ha nulla da festeggiare. Nel 1919 non ci e' stato chiesto se volevamo fare parte dello Stato italiano e per questo non partecipero' ai festeggiamenti''. Risponde cosi' il governatore altoatesino Luis Durnwalder al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ''Gli assessori italiani sono liberi di festeggiare l'unita' d'Italia, ma non in rappresentanza della Provincia autonoma'', ribadisce.

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IL COMUNICATO STAMPA DI DURNWALDER

AUTONOME PROVINZ BOZEN - PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Comunicati stampa
Politica 11.02.2011 15:07
Lettera di Napolitano su Italia150: Durnwalder spiega la sua decisione
L’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che esprime il proprio rammarico per la decisione della Provincia di Bolzano di non partecipare alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, offre al presidente Luis Durnwalder l’opportunità di argomentare nuovamente la propria posizione in merito.
"Ho il massimo rispetto verso i sentimenti di chi vuole festeggiare, ma chiedo la stessa comprensione per chi non la pensa allo stesso modo", osserva Luis Durnwalder, che ricorda come questo atteggiamento verso la ricorrenza dell’Unità d’Italia sia dettato da ragioni storiche oggettive: "Nel 1861 la nostra terra non faceva parte dell’Italia e nel 1919 l’Alto Adige è stato annesso contro la volontà dei suoi abitanti. Non si può quindi chiedere a parte della popolazione locale, la gran parte, di festeggiare l’Unità d’Italia quando in molti sudtirolesi è ancora vivo il ricordo di quello che i loro genitori hanno sofferto per decenni, e solo per il fatto di voler parlare la propria lingua e difendere la propria cultura."
Come già più volte espresso, il presidente Durnwalder ricorda che "se i tre gruppi linguistici fossero della stessa opinione, non avrei difficoltà a rappresentarli, ma mentre i concittadini di lingua italiana hanno sicuramente un motivo legittimo per celebrare quella ricorrenza, tedeschi e ladini hanno molte e giustificabili perplessità. Non voglio quindi riaprire vecchie ferite, lasciamo invece che tutti i gruppi abbiano la possibilità di partecipare o meno, rispettando le diverse sensibilità."
Questa posizione nei confronti delle celebrazioni di Italia150, "naturalmente non mette in discussione - precisa ancora Durnwalder - la lealtà della Provincia di Bolzano verso lo Stato e le istituzioni: io rispetto in pieno la Costituzione italiana, con lo Stato abbiamo sviluppato una forma di autonomia moderna e, credo, ben amministrata nell’interesse di tutti i gruppi linguistici." In conclusione il Presidente della Provincia ricorda che "in Alto Adige si è raggiunto un alto grado di convivenza, come molti riconoscono, grazie al dialogo e alla reciproca comprensione: è il frutto di uno sforzo di condivisione ben lontano dalle imposizioni di simboli che questa terra ha sperimentato in epoche passate e che oggi vuole definitivamente lasciarsi alle spalle."